maestracarmela
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Il gioco dei se
(lunedì 15 febbraio 2010)

Il gioco dei se
 

Se comandasse Arlecchino
il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.

Gianni Rodari

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Carnevale

 

Che fracasso!
Che sconquasso!
Che schiamazzo,
mondo pazzo!
E' arrivato carnevale
buffo e pazzo,
con le belle mascherine,
che con fischi, frizzi e lazzi,
con schiamazzi,
con sollazzi,
con svolazzi di sottane
e di vecchie palandrane,
fanno tutti divertir.
Viva, viva Carnevale,
che fischiando,
saltellando,
tintinnando,
viene innanzi e non fa male;
con i sacchi pieni zeppi
di coriandoli e confetti,
di burlette e di sberleffi,
di dispetti,
di vestiti a fogge strane,
di lucenti durlindane,
di suonate, di ballate,
di graziose cavatine,
di trovate
birichine

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Carnevale
(lunedì 15 febbraio 2010)
  




Ritornar bambini
(domenica 07 febbraio 2010)

RITORNAR BAMBINI

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo
                          Gibran

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Parlaci del lavoro
(domenica 22 novembre 2009)
Allora un contadino disse:
Parlaci del Lavoro.
E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l'anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita,
che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l'infinito.
Quando lavorate siete un flauto
attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta
quando tutte le altre cantano all'unisono?
Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra,
che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche,
voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.
Ma se nella vostra pena voi dite
che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte,
allora vi rispondo:
tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.
Vi è stato detto che la vita è tenebre
e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi,
con gli altri e con Dio.
E cos'è lavorare con amore?
È tessere un abito con i fili del cuore,
come se dovesse indossarlo il vostro amato.
È costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia,
come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.
Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
"Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra,
è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l'arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana,
è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi".
Ma io vi dico,
non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno,
il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d'erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore.
Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
seduti alla porta del tempio,
accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
che non potrà sfamare l'uomo del tutto.
E se spremete l'uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,
renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte.
                      K.GIBRAN
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Funzioni della valutazione
(venerdì 30 ottobre 2009)
Quali decisioni assumere nella fase della progettazione del percorso di formazione? Come è possibile rendere flessibile l’offerta formativa rispetto ai bisogni individuali? Su quali basi si può costruire un percorso didattico personalizzato e individualizzato? Come modificare in corso d’opera l’intervento formativo? Quali azioni intraprendere per valorizzare le competenze e riconoscere i crediti? Sono tutti interrogativi che esemplificano gli usi cui è chiamata a rispondere la valutazione. E da questo punto di vista, la valutazione diventa un concetto multi determinato. Si parla infatti, sotto questo aspetto, di valutazione diagnostica, formativa, sommativa…tutte funzioni che, tra le altre, segnaliamo in maniera particolare in quanto sono quelle più in uso.
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La didattica tra individualizzazione e personalizzazione
(venerdì 30 ottobre 2009)
Le esigenze fondamentali di una scuola democratica sono essenzialmente due: l’uguaglianza delle opportunità formative e la valorizzazione delle differenze personali. Ogni alunno, infatti, ha diritto di raggiungere il proprio successo formativo e di essere adeguatamente sostenuto e guidato nel proprio percorso attraverso un’azione di insegnamento tesa, da una parte, alla conquista dei nuclei essenziali delle conoscenze e,dall’altra, allo sviluppo delle potenzialità personali. L’Individualizzazione e la Personalizzazione si pongono come modelli operativi interagenti in modo dinamico per realizzare l’uguaglianza degli esiti formativi congiuntamente allo sviluppo delle potenzialità personali. Allo scopo, è opportuno che il corsista trovi riferimenti significativi a livello didattico, individuando procedure formalizzate di individualizzazione, tecniche e strategie con le quali agire operativamente. In particolare, sarà messo in rilievo l’approccio metacognitivo in quanto esso agisce sullo sviluppo complessivo della persona, docente o alunno, sulle sue capacità sia intellettuali sia operative, migliorandone le prestazioni.
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Riflessione sul problema (problem posing o analysis)
(domenica 04 ottobre 2009)
Riflessione sul problema (problem posing o analysis) Riflettere sul problema è indispensabile perché solo in questo modo si riesce a:- selezionare ed organizzare le informazioni significative, non farsi distrarre dalla eventuale ridondanza dei dati e dai dati inutili e superflui,cogliere l’esistenza di dati e comprenderne le relazioni- comprendere le proprietà dei dati e saper, tramite analogie ed esemplificazioni, cogliere tutto ciò che è con­nesso o relazionabile ai dati stessi, cioè impossessarsi del senso, del significato di questi dati e farli diventare delle vere informazioni,- orientarsi sugli effetti che si avrebbero cambiando i valori o il senso dei dati, cioè domir)are in chiave dinamica una eventuale mutazione del problema per avere con maggior chiarezza l'essenza del problema stesso,- cogliere l'esistenza di dati non esplicitati nel problem talking e comprendere che, per affrontare un problema, è necessario molte volte dover affrontare e risolvere altri problemi,- relazionare in termini logico-operazionali tutti i dati (espliciti, incogniti ed impliciti) e saper esprimere questi nessi con opportune forme linguistiche come, ad esempio, tabulazioni classificatorie e seriazionali, diagrammi ad albero (sia bottom-up che top-down), diagrammi di flusso ...Tutte queste azioni nel loro insieme costituiscono una fase che non permette ancora di risolvere il problema e di dare delle risposte. É però una fase indispensabile per poter avviare le procedure finalizzate alla sua risoluzione ed è chiamata "Problem Posing"
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Valutazione
(venerdì 24 luglio 2009)

La valutazione come concetto operativo

Che cos’è la valutazione? Se si tiene conto della premessa, la

domanda non è banale.

In primo luogo è necessario ricordare che “valutazione” è un

concetto operativo, che cioè non ha un valore semantico assoluto, ma

assume significato specifico variabile a seconda degli ambiti in cui lo si

propone, delle condizioni e vincoli che ad esso si connettono, delle

prospettive cui si riferisce.

Appare di fatto impossibile pensar di racchiudere la complessità

di questo concetto in una definizione valida una volta per tutte:

bisognerà quindi procedere per successive approssimazioni e aggiunte,

che mirino anche a chiarire meglio
, per quali obiettivi, in quali contesti,con quali attori e quali oggetti, con quali metodi e quali strumenti possano

attuarsi i processi che chiamiamo di valutazione.

Riportiamo due esempi, che dimostrano appunto come sia

pressoché impossibile riuscire a racchiudere la complessità di un

concetto operativo come questo nei limiti di una definizione sintetica,

senza dover procedere poi a successive precisazioni o aggiunte:

- per SCRIVEN 1999
, Valutazione significa il processo di

determinazione del valore di qualcosa, o del prodotto di quel processo”,dove però

valore può assumere di volta in volta un diverso significato:

valore riconosciuto in funzione istituzionale o sociale (worth), valoreintrinseco dell’oggetto della valutazione (

merit), valore inteso in sensopiù generalmente economico (value).

- per BEZZI 2003 - in modo un po’ meno ambiguo, ma comunque

anch’esso assai generico - la valutazione è “l’insieme delle attività

collegate, utili per esprimere un giudizio per un fine”.
                                                                                           Da qualità scuola

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Educare
(mercoledì 22 luglio 2009)

 

Non esiste una via per la pace.....è la pace che è la via.

Ci sono soltanto tre modi efficaci per educare:
con la paura,
con l'ambizione,

con l'amore...
Noi rinunciamo ai primi due. (Rudolf Steiner)

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Amicizia
(domenica 19 luglio 2009)

E un adolescente disse:
Parlaci dell'Amicizia.

E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
Ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
                           GIBRAN

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