Non sono una di quelle professoresse che vedono le
tecnologie informatiche come una minaccia alle capacità logiche ed espressive
dei ragazzi d’oggi.
Penso che, semplicemente, i nostri attuali studenti sono
diversi dagli studenti di trent’anni fa, e che tutto ciò è normale, perché il
mondo si evolve continuamente. Quindi, anche la scuola deve evolversi per poter
comunicare in modo efficace la cultura, lo spirito critico, l’amore per la
letteratura ecc..., valori sempre attuali ma da veicolare in modo adatto ai
ragazzi d’oggi.
Attenzione: non sono invece d’accordo con la
spettacolarizzazione della cultura, che utilizza nel modo più basso e deleterio
i mezzi di informazione per comunicare un concetto di cultura e di informazione
superficiale, conformistico, acritico.
In poche parole: non sono assolutamente del parere che si
debba costruire la didattica come una serie di spot, di pillole di cultura
gradevoli e sommarie, che informano i nostri ragazzi senza educarli. Al
contrario, sono convinta che li si debba abituare ad approfondire, a
considerare tanti aspetti di una questione, di un problema, di un testo, di
un’informazione.
Per ottenere questo risultato, occorre una sinergia di
mezzi.
Prima di tutto, naturalmente, è importante stabilire un
rapporto positivo con la classe. In questo periodo, in cui la scuola è
nell’occhio del ciclone e i mezzi d’informazione cercano soltanto di mettere
alla berlina, sbeffeggiare e colpevolizzare noi insegnanti, può sembrare
un’impresa ardua, ma la realtà va ben oltre il circo mediatico e io non ho mai
avuto, finora, problemi in questo senso, anche quando ho avuto classi
“difficili”. Certo, ci sono casi in cui si fa più fatica, ma i ragazzi sentono
a pelle se ci tieni veramente a loro e, dopo un po’, imparano a rispettarti
come tu rispetti loro. Una volta stabilita la questione fondamentale del
rispetto reciproco, le classi sono di solito disponibili a fare quello che tu
proponi nelle tue ore di lezione. E’ ovvio che rimane chi non studia, è ovvio
che non tutti diventano magicamente dei modelli di comportamento, ma nel
complesso si riesce a gestire senza troppe scosse l’attività educativa
quotidiana.
Rimane il problema delle metodologie. Si tratta, comunque,
secondo me, di un falso problema. Io non mi affido interamente a nessun metodo
codificato, ma prendo da ognuno quello che mi convince e che mi serve in quel
dato momento, per quella determinata attività e con quella determinata classe.
Ultimamente funzionano bene le tecnologie informatiche,
quindi le utilizzo. Questo non significa che io passi tutte le ore di lezione
in laboratorio d’informatica o che proponga tutte le lezioni con presentazioni
in power point, ma che all’occorrenza utilizzo queste modalità per supportare
la mia normale attività didattica. Poi, magari, alterno a un’ora di navigazione
in internet un’ora “vecchio stile” in cui racconto antichi miti greci e latini
(che i ragazzi adorano), senz’altro supporto che la mia voce e la mia passione
(per le ragazze basta una storia d’amore, per i ragazzi funziona sempre
l’avventura: i miti ne hanno a volontà, intrecciando spesso amore e avventura
in modo da interessare un po’ tutti).
Ultimamente mi sono accorta che i miei ragazzini erano molto
incuriositi dal mio blog personale (nato in realtà come strumento di
collegamento con gli altri insegnanti), tanto che a volte mi forniscono
l’indirizzo dei loro blog e mi chiedono di andare a visitarlo. Sappiamo che si
tratta di una modalità molto amata dai ragazzi d’oggi, quindi ho deciso di
aprire anche un blog didattico. Confortata dalla possibilità di collegarmi ad
una rete già esistente di blog didattici, nonché dall’esistenza di
“amici di blog”, uno dei quali mi aveva invitato a far partecipare i miei studenti
a discussioni sul suo blog didattico, ho cominciato timidamente questa
nuova esperienza, che ha anche un altro risvolto positivo: mi permette di
velocizzare l’invio di materiale alle classi, sostituendosi all’uso della posta
elettronica. In poche parole: invece di farmi dare gli indirizzi e.mail di una
classe e di spedire a tutti il materiale che fornisco come approfondimento per
le lezioni, mi limito a pubblicarlo o linkarlo sul blog, consigliando ai
ragazzi di visitarlo e di scaricarsi il materiale da utilizzare.
-mi permette di fornire alla classe una serie di
materiali aggiuntivi per le lezioni senza ammazzarmi a far fotocopie od a
spedire decine di e.mail;
-mi aiuta ad approfondire con i ragazzi un argomento,
preparando le cosiddette webquest, cioè navigazioni guidate fra siti di
argomento correlato, che io presento con brevi testi esplicativi forniti di
link;
-mi consente di mettere una mia classe in contatto con
la classe di un collega anche molto lontano, facendole partecipare alla stessa
discussione (sia in tempo reale che in differita).
Il blog può essere utilizzato dagli studenti da casa, ma
anche a scuola, perché talvolta lo sfrutto per fare lezione con i materiali che
ho preparato, suggerendo poi di rivederli a casa o di stamparli a scuola.
Insomma, si tratta di uno strumento molto duttile, che si
adatta facilmente alle esigenze del momento.
Sto ancora sperimentando altre possibili modalità di
utilizzazione di un blog didattico: anzi, se qualche collega ha delle proposte,
lo prego vivamente di farmele conoscere!