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IL LABIRINTO - concerto 19-03-2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra   
Martedì 28 Febbraio 2012 20:49

 
ESERCIZI PER LA GRAFIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra   
Martedì 28 Febbraio 2012 14:41

UN SITO UTILISSIMO DELL'OTTICO OPTOMETRISTA GIORGIO BOLLANI PER INSEGNARE LA CORRETTA IMPUGNATURA ED ESERCIZI PER FAVORIRE LA BELLA GRAFIA

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Febbraio 2012 14:50
 
Le peripezie di Lorena "diversa" con fantasia PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra   
Domenica 26 Febbraio 2012 15:03

da Press-IN anno IV / n. 457

La Repubblica del 26-02-2012

Le peripezie di lorena "diversa" con fantasia

Una studentessa dislessica fa vedere un modo alternativo e più ricco di affrontare la vita. Anche se la fatica è tanta.
Emerge anche il nuovo linguaggio con cui i giovani esprimono le loro difficoltà in un mondo sempre più ostile
La nissena Lucia Collerone racconta in "200 giorni" la fatica dei docenti in una scuola siciliana dove scarseggiano i mezzi per dare risposte ai problemi dei ragazzi

di ANNA LI VIGNI

PALERMO. Me lo sentivo che sarebbe stata una giornata schifosa oggi, non volevo venire qua. Volevo restare a casa. Ho un mal di pancia da paura. Se la guardo le spuntano i serpenti dai capelli e divento di sale. Non la guardo, è meglio così. Forse non mi vede, magari sparisco. Mi devo nascondere, mimetizzare. Non posso farmi vedere da lei. Non deve accorgersi di me.
Bellante? Chi è Bellante Lorena?
Sembra il Ciclope quando chiede "Chi sei tu?".
Ora le rispondo: "Nessuuuno". Attenta ti lancia un fulmine! Mi ha beccato, mi ha beccato! Lo sapevo, dovevo legare i capelli, stringerli in una coda. Sciolti così, a montagna, mi rendono troppo evidente. Alzo la mano a mezz´asta, in segno di lutto.
Vieni alla lavagna. Così verifichiamo cosa sapete di grammatica.
Siamo 24, cavolo, 24 e va a scegliere me? Devo alzarmi. Non ce la faccio. Perché me? Il mal di pancia è insopportabile.
Che facciamo notte? Muoviti, signorina Bellante,
che abbiamo una caterva di cose da fare stamattina.
BAM!
Ma che fai? Stai attenta. Sembri una trottola.
Che botta! Ho sbattuto il fianco sullo spigolo un´altra volta, mi verrà un livido enorme...
Incipi del libro di Lucia Collerone, 200 giorni (edizioni Arethusa, 416 pagine, 18 euro)
Duecento sono i giorni di scuola. Ma gli ultimi cinquanta, quando nei diari i ragazzini appuntano il classico count down, non finiscono mai. Per Lorena - Bellante Lorena, nell´eco della voce dei proff. tra le mura di classe - la vita a scuola è una piccola odissea. 16 anni, ribelle, ironica e ottimista per natura, Lorena è la protagonista di 200 giorni della scrittrice nissena Lucia Collerone, un romanzo pieno di forza e delicatezza, amore e amarezza, realismo e positività. La scuola siciliana è quello che è, e il liceo frequentato dalla protagonista in un non ben identificato paese dell´entroterra non fa eccezione: carenza di strutture, docenti per lo più demotivati. La scuola del «si fa quel che si può».
Per Lorena, poi, le cose sono ancora più complicate. È dislessica e disortografica. Non sono parolacce, e nemmeno denominazioni di una malattia. Sono solo termini che esprimono un modo di essere un po´ diverso, forse migliore. In pratica, la dislessia comporta l´assenza dei normali automatismi del linguaggio. Conoscere le regole ortografiche delle doppie, dell´apostrofo, degli accenti, non aiuta affatto a riconoscerli quando si legge e si scrive. Durante la lettura le righe si mettono a ondeggiare come il mare in tempesta. La memoria, poi, è di tipo visivo e non verbale: significa che le parole e le lettere si riconoscono non dal loro suono, bensì dalla loro forma e dai colori. Una cosa da nulla in un sistema scolastico normalmente efficiente. Anche perché esistono strumenti compensativi, "diavolerie" elettroniche, come il reader, che permettono a Lorena di ottenere un ottimo rendimento. Ma è un´enormità nella scuola di Lorena. I professori hanno altri problemi da risolvere prima di pensare ad acculturarsi in fatto di dislessia: per questo faticano a elargire quell´8 in pagella che lei meriterebbe, limitandosi a un 7.
Il romanzo di Collerone, però, non vuole essere affatto di denuncia. Vuole soltanto narrare una storia, rappresentare la realtà di una ragazzina di 16 anni alle prese con le mappe concettuali per imparare la lezione sulla Divina Commedia, alle prese col primo bacio rubato nella sua cameretta, con la porta chiusa a chiave a casa di mamma e papà. La narrazione è in prima persona, la cadenza del ritmo veloce e densa di spunti umoristici. L´autrice, esperta studiosa di dislessia, ci fa adottare la visione del mondo di Lorena, ci fa scoprire che essere dislessici può diventare un vantaggio in termini di fantasia e spirito di osservazione del mondo. Tuttavia, se Lorena ce la fa, è perché alle spalle ha la sua famiglia. La mamma, con la sua dedizione totale sin dai tempi della prima elementare: «Dobbiamo imparare le letterine tutte in ordine. Sai cosa facciamo, amore della mamma? Ci inventiamo una filastrocca … un meraviglioso disegno coi pennelli … mettiamo questi cartelli per tutto il corridoio e ogni volta che ci passiamo li leggiamo … facciamo le lettere con la plastilina, con la pasta per le pizze». E poi c´è l´amato nonno: «Forza Lorenuccia, avanti giuiuzza bedda du nonnu, sei pronta? Partiamo, saliamo fino alla nonna a piedi e per ogni gradino una letterina. Sei pronta? A, B, C…».
Se la scuola è una palestra per il mondo, la terza liceo frequentata da Lorena è una palestra molto dura. C´è chi ha problemi più grandi dei suoi, come il compagno Antonio, tetraplegico, capace di una tale autoironia da regalare alcuni tra i momenti più divertenti del romanzo. La "diversità" diventa un concetto così aperto da perdere ogni significato. La lingua utilizzata è realistica, spesso modellata alle immaginifiche distorsioni della dislessia, deliziosi neologismi forgiati dai presunti "errori" linguistici di Loren: come la pasta con le "cozzole", una parola mista che unisce cozze e vongole. Non mancano abbreviazioni linguistiche, nei testi degli sms e nelle pagine di "diario segreto", e inserti dialettali di grande effetto umoristico: pizzi i fangu e minchiona è quella disgraziata della professoressa Buttafuoco, soprannominata significativamente Tenebra. È la lingua dei ragazzi di sedici anni della provincia siciliana, piena di rabbia, immaginazione e colore, visioni poetiche postmodern e metafore humour: «Concita lo sa come mi sento, uno scopino nel cesso mi sento».
Si scopre un mondo di piccoli uomini e donne che preferiscono incontrarsi piuttosto che trovarsi su Facebook, anche perché non avrebbero il tempo per starsene davanti al computer: la mattina si alzano prima dell´alba e viaggiano per ore nei bus che li portano dal loro paesello a scuola. Alcuni di loro la sera lavorano per aiutare la famiglia. Hanno interessi, si impegnano. Questo romanzo, risposta siciliana intelligente alla superficialità di certa letteratura "mocciosa", è una istantanea della scuola italiana che si arresta di fronte a ogni difficoltà. In questo caso, le difficoltà di Lorena con la memoria linguistica. Ha bisogno di essere aiutata a imparare la lezione, non memorizzandola, ma creandosi mappe concettuali, cioè utilizzando il pensiero analogico. Insomma: Lorena, per imparare, ragiona. Questa lezione apparentemente così banale dobbiamo apprenderla proprio da questa ragazzina dislessica tutto pepe. Imparare a memoria, "a pappagallo", come ci sentivamo ripetere da bambini, non è mai servito a nessuno. Imparare a ragionare, invece, è cosa ben diversa, Ma a scuola lo si fa troppo raramente.


 
Il film che racconta la dislessia scritto da chi la conosce PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra   
Sabato 18 Febbraio 2012 11:41

È una fiction sul tema ancora misterioso della dislessia, con Guido Caprino, Anita Caprioli, Francesca Inaudi. S'intitola "A fari spenti nella notte", è prodotta da RaiFiction e andrà in onda in prima serata su RaiUno il 20 febbraio.

Nel 1984, lo sceneggiatore Ugo Pirro scrisse un libro doloroso, Mio figlio non sa leggere, raccontando l'odissea che lui e il figlio Umberto avevano vissuto in totale solitudine nell'universo di una patologia che spesso non veniva neanche riconosciuta. "Solo in Italia avere un figlio dislessico è una tragedia senza qualità che si rappresenta davanti all'indifferenza della scuola e delle istituzioni pubbliche" scriveva Pirro.
Oggi è proprio Umberto Mattone, quel figlio ex dislessico, a essere sceneggiatore, insieme alla moglie neurologa Alessandra Murri, del film affidato alla regia di Anna Negri.
"All'epoca, i bambini dislessici venivano considerati semplicemente scemi" dice la Negri. "Eppure una lista incredibile di grandi geni, come per esempio Churchill, ha sofferto di dislessia durante l'infanzia. Il nostro film parte da un incidente, in seguito al quale il protagonista perde completamente la memoria. Da questo "giallo", la storia procede a ritroso per risalire alla dislessia come causa del comportamento distruttivo di una persona che non ha metabolizzato quel disturbo infantile". Anna Negri ha lavorato a stretto contatto con i protagonisti-sceneggiatori della storia. "Abbiamo parlato a lungo. E Umberto è tornato in quel luogo di disperazione del suo passato. La sua era una famiglia di intellettuali, eppure perfino in un ambiente del genere la presa di coscienza del fatto che Umberto avesse un problema è stata lenta e difficile. Questo viaggio nel trauma lo ha aiutato a fare i conti con il suo passato. Sono felice perché il film gli è piaciuto molto".
di Monica Capuani
(fonte: Press-In anno IV / n. 387 - Venerdi di Repubblica del 17-02-2012)

 
Polo Bozzo: disturbi del linguaggio e dell'apprendimento PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra   
Sabato 11 Febbraio 2012 19:12

Il Polo Bozzo è un polo universitario che si occupa di ricerca, consulenza e formazione nel settore dei disturbi del linguaggio e dell’apprendimento.

Nasce all’interno del Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università di Genova, grazie ai finanziamenti della Compagnia di San Paolo e a contributi della Regione Liguria, dei Comuni di Genova e di Savona, e della famiglia della compianta Prof.ssa Maria Teresa Bozzo, alla quale il Polo stesso è dedicato. Attualmente fa parte del Dipartimento di Scienze della Formazione.

Il gruppo di lavoro del Polo, suddiviso tra membri responsabili, membri dello staff e membri del comitato scientifico, è costituito da ricercatori e clinici nel settore della psicopatologia dell’apprendimento nell’infanzia e nell’adolescenza.

*** Ultime News ***

Sono disponibili i materiali relativi agli interventi della VI Giornata Scientifica su Strategie di intervento nei disturbi specifici di apprendimento del 27 gennaio 2012.

 
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