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| Internet, copyright, software libero II |
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| Scritto da Aroldo |
| Lunedì 02 Marzo 2009 17:33 |
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Un software può dirsi “libero” in senso Stallmaniano se rispetta 4 libertà (freedoms):
Questa definizione riscontrò subito un grande successo e venne considerata la definizione per eccellenza del software libero, il software distribuito con una licenza che rispetti questi principi. Nel 1984 Stallman diede vita al progetto GNU (pronuncia con la “g” dura, è un acronimo ricorsivo che sta per “Gnu’s Not Unix” ovvero "Gnu non è Unix": il fine ultimo del progetto GNU è quello di creare un sistema operativo libero), al fine di dare risvolti concreti al concetto di software libero. Inoltre creò la Free Software Foundation per dare supporto al progetto GNU. In questo contesto nasce un nuovo tipo di licenza contrapposta al già citato copyright, quella del progetto GNU chiamata “Licenza Pubblica Generica GNU” (GNU GPL) che concede all’utente del programma tutte e quattro le libertà sopra citate. Inoltre chi modifichi un programma protetto da GPL e lo distribuisca con tali modifiche, deve distribuirlo sotto licenza GPL. Grazie a questo tipo di protezione, la GPL si propone di difendere le quattro libertà, anche per questo attualmente è la licenza più usata per il software libero. Licenze di questo tipo sono state chiamate ironicamente con il termine copyleft (left, sinistra è in contrasto con right, inoltre significa “lasciato”), il termine è traducibile in italiano con “permesso lasciato” o “permesso d’autore”. Il regime di copyleft prevede che le modifiche ad un programma possano essere distribuite solo con la stessa licenza del programma originale. In questo modo il permesso d'autore usa le stesse norme per garantire le libertà e per proteggerle che le licenze proprietarie usano per mezzo del copyright per togliere libertà agli utenti di un programma. È di questo tipo è la licenza del rivoluzionario sistema operativo contrapposto a Windows chiamato GNU/Linux inventato da Linus Torvalds (in collaborazione con Stallman). Linux (che ha tante distribuzioni, come Ubuntu, Fedora, Mandrake, ecc.) è distribuito gratuitamente, può essere duplicato da chiunque ed inoltre può essere modificato strutturalmente dai suoi utenti dato che è possibile accedere al codice sorgente: tutte queste caratteristiche sono vietate (e punite dalla legge) nel caso dei sistemi operativi e dei software in regime di copyright. Linux è altresì definito un sistema operativo open source a indicare che esso è rilasciato con una licenza che lascia il codice sorgente a disposizione di chi lo volesse modificare (spesso nascono a questo scopo collaborazioni libere e spontanee) per ottenere un prodotto migliore del precedente. Intervista a Richard Stallman in cui parla delle 4 libertà del software libero |