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| Riflessione sulla tecnologia ed i suoi effetti sui giovani |
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| Scritto da Michela |
| Lunedì 16 Giugno 2008 20:02 |
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Oggigiorno la tecnologia è ovunque e viene vista come un modo per accrescere la nazione e per poter essere utile alle persone nell’affrontare la vita quotidiana. Molte delle tecnologie odierne nascono e si diffondono dopo la prima guerra mondiale, come la radio e la televisione che si sono diffuse intorno agli anni 40. Già nel 1963 si inizia ad a
Oggigiorno la tecnologia è ovunque e viene vista come un modo per accrescere la nazione e per poter essere utile alle persone nell’affrontare la vita quotidiana. Molte delle tecnologie odierne nascono e si diffondono dopo la prima guerra mondiale, come la radio e la televisione che si sono diffuse intorno agli anni 40. Già nel 1963 si inizia ad avere la prime connessioni tra computer per raggiungere poi l’arrivo del personal computer negl’anni 80. Possiamo dunque sostenere che il secolo scorso è stato testimone di molti cambiamenti, ovvero l’inizio dell’era digitale. I giovani d’oggi nascono e vengono visti come speranza di progressione.
Il mondo mediatico continuerà a cambiare, ad evolversi, portando con se anche marginalizzazione e discriminazione tra le persone e tra i diversi paesi del mondo. Cambieranno cioè il nostro mondo. Ho parlato di discriminazione perche non tutti si possono permettere le migliori tecnologie esistenti in quanto molto care. Non mi riferisco solamente alle persone, ma anche ai paesi che man mano cercano di aggiornarsi e a stare al nostro passo, ma è altamente difficile, perché gli stati più ricchi continuano ad evolversi ed a lasciare indietro gli altri. Mi sembra una gara, una competizione a chi riesce ad avere più risorse tecnologiche. Quello che è cambiato maggiormente, secondo il mio parere e sul quale vorrei soffermarmi più avanti, sono le forme di comunicazione.
Io non vedo la tecnologia come totalmente negativa, ma mi fa riflettere sulle situazioni a volte disastrose che essa ha portato con se. Basta vedere come i giovani d’oggi sono dipendenti non solo dal computer e da internet, ma anche dai videogiochi e dai cellulari.
La maggior parte porta sempre con sé il cellulare, indispensabile per i contatti via sms con i coetanei. Mi ricordo che alcuni anni fa il cellulare veniva dato ai figli che avevano compiuto come minimo 12 anni per poter essere rintracciabili se dovesse succedere qualche cosa, mentre oggi lo ricevono addirittura bambini di 5 anni.
Il mezzo mediatico più usato è il computer con l’accesso a internet. Molte persone passano ore davanti a questo mezzo per chattare e comunicare con altri, soprattutto i giovani che lo accendono non appena arrivano a casa. Anche le persone sempre di corsa, che non hanno tempo di leggere il giornale mentre bevono il caffè, si connettono ad internet, anche tramite cellulare, e leggono le ultime notizie per rimanere aggiornati.
Internet si sta configurando come nuova agenzia di socializzazione e di formazione dei giovani con rischi di affievolimento dei compiti finora tradizionalmente svolti dalla famiglia e dalla scuola, che sembrano delegare a queste tecnologie il proprio compito.
Un pericolo che dovrebbe allarmare è che i giovani “immersi” nella rete perdano il contatto con l’adulto fisico riferendosi esclusivamente ad un referente adulto virtuale. Questo avviene maggiormente nelle chat, dove i ragazzi incontrano persone dietro un altro computer, dietro dunque una maschera di finzione pura. Attraverso internet si possano fare incontri pericolosi e non tutti sono al correnti di ciò.
La maggioranza dei giovani sente il pc come stimolo alla conoscenza e all’approfondimento, valido supporto per lo studio, oltre a fattore d’ intrattenimento e svago. Molti studenti dichiarano di possedere play station e giochi da computer e di trascorre un tempo elevato in queste attività. I videogiochi vengono usati in media un’ora e mezza al giorno (con punte di tre ore e più), ma l’uso di internet è sempre più invasivo.
Il problema che si pone, dunque non è più come fornire computer ai ragazzi ma come accompagnarne l’uso, come regolarlo. Non a caso alcuni definiscono la gioventù odierna, “la generazione dei computer e dei videogiochi”.
Insomma, in alcuni fette del mondo giovanile le nuove tecnologie diventano fattore di rischio e di “nuove” dipendenze caratterizzate, tra l’altro, da scarso rendimento scolastico e da chiusura nelle forme di socializzazione esterne al computer.
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