Nel 1895 nasceva il cinema muto e A.Lumière pronosticava che il cinema sarebbe stata un'invenzione senza futuro… Nel 1927 seguì il cinema sonoro, poi l'avvento del colore e del grande schermo nel 1932, sino agli attuali effetti speciali... A.Lumière non aveva fatto bene i calcoli e questa graduale ed affascinante evoluzione ha contribuito significativamente alla formazione dell'attuale universo visuale. Universo che si esprime in una molteplicità di messaggi e linguaggi, le cui immagini creano un contatto importante, pervasivo col fruitore che deve perciò imparare a leggerle, discriminandole e selezionandole. Rispetto a ciò la scuola deve saper cogliere il linguaggio iconico, affiancandolo e/o sostituendolo all'approccio unicamente incentrato sulla testualità scritta, in vista della formazione di una quarta dimensione dell'apprendimento -come sottolinea MED- : l'uso delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione; oltre al tradizionale leggere, scrivere e far di conto.
L'ottica entro cui si lavorerà, sarà quella di vedere il cinema non solo come mezzo ausiliario di altre discipline, ma anche come ambito di studio specifico ed autonomo, così da favorire un approccio partecipativo, interpretativo e co-produttivo. Ri-emerge dunque fra le righe il significato poliedrico di 'media education': educazione con i media (strumenti da utilizzare nei processi educativi generali), educazione ai media (comprensione critica dei media intesi come strumenti, linguaggio e cultura) ed educazione per i media (formazione dei professionisti). In vista di tutto ciò si aprono dunque le porte per un'educazione con e al cinema.
Buona visione!
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