Redazionali
Progetto I-CLEEN PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
lunedì 08 febbraio 2010
Un concorso a premi per attività didattiche interattive: Progetto I-CLEEN

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Un premio per ogni esperienza didattica di valore! È questo lo slogan del concorso "Un'esperienza che vale", valido dal 20 Gennaio al 15 Aprile 2010.
L'iniziativa è promossa dal progetto I-CLEEN (Interrogarsi su CLima E ENergia) del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, si rivolge a insegnanti ed educatori che operano nell’ambito delle Scienze della Terra.

Lo scopo del concorso è di raccogliere e premiare attività didattiche già svolte, dotate di una spiccata impronta innovativa quali ad esempio: attività di laboratorio, al computer, esperienze di apprendimento cooperativo, attività associate a simulatori e simili.

Il destinatario del riconoscimento (fissato nella cifra di 100 euro) sarà qualsiasi autore di una lezione non-frontale che riesca a coinvolgere, motivare e stupire gli studenti con la magia delle Scienze del Sistema Terra. La redazione del progetto I-CLEEN valuterà attentamente ogni proposta di attività e la pubblicherà nuovamente (con licenza Creative Commons) dopo un lavoro di revisione e standardizzazione editoriale. I materiali confluiranno nell'archivio del progetto I-CLEEN, a disposizione gratuitamente dell’intera comunità scolastica, affinché l’esperienza possa essere agevolmente svolta da altri insegnanti.
Il progetto I-CLEEN è un progetto web collaborativo ideato, realizzato e gestito interamente da insegnanti di scienze di comprovata esperienza. I due ingredienti principali del progetto sono la condivisione di pratiche didattiche e l'uso delle nuove tecnologie. Entrambi gli elementi vengono utilizzati da un progetto che è il frutto di un intenso cammino di collaborazione e condivisione di esperienze tra i membri della redazione, e che è reso possibile tramite l'adozione di strumenti tecnologici innovativi appartenenti al web 2.0.
Per partecipare, info e contatti: www.icleen.museum

 
Progetto LARISSA PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
sabato 09 gennaio 2010
LARISSA: una ricerca scientifica antartica spiegata alle scuole.
Da un ricercatore e in tempo reale.


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Il Dott Paolo Gabrielli, ricercatore trentino che lavora presso il Byrd Polar Centre negli USA, ha iniziato a spiegare (http://www.progettosmilla.it/) agli studenti di tutte le scuole italiane una ricerca scientifica che si sta svolgendo in Antartide denominata LARISSA.

Il Byrd Polar Centre è uno dei centri di ricerca glaciologica più prestigiosi al mondo e da qualche mese ospita come stagista, un altro ricercatore italiano: il Dott Roberto FIlippi del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento.
Paolo e Roberto lavorano insieme ad una ricerca scientifica antartica che si chiama LARISSA che studia un'area costiera

dell'Antartide dominata da grandi piattaforme di ghiaccio che giungono fino al mare e che prendono il nome di piattaforme di ghiaccio di LARSEN.
Una di queste, grande quanto una regione italiana, pochi anni fa e improvvisamente ha iniziato a frantumarsi e in poche decine di giorni è andata completamente distrutta. Con grande stupore e preoccupazione della comunità scientifica internazionale.
La ricerca LARISSA intende svolgere spedizioni e indagini scientifiche proprio in questa zona per capire meglio le conseguenze di questo evento e  l'evoluzione dell'ecosistema. 

Roberto è partito per l'Antartide nell'ambito della ricerca LARISSA e sarà in collegamento quotidiano via satellitare con Paolo.
Sarà proprio lui, Paolo, che con queste informazioni che giungeranno dall'Antartide ci parlerà della spedizione, della ricerca e dello stato delle indagini in ambito climatico.
Paolo oltre ad essere un ricercatore di grande valore ha una notevole capacità comunicativa. E' una occasione unica e imperdibile per tutti gli studenti per farsi raccontare, in maniera chiara e accessibile, l'enorme lavoro che la ricerca scientifica internazionale svolge in ambito climatico.
Sarà possibile comunicare direttamente con Paolo e Roberto sia attraverso i commenti del blog che via mail..

Per maggiori informazioni visita il blog e il portale del progetto SMILLA: http://www.progettosmilla.it/2/index.php
 
Auguri!!! PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
giovedì 24 dicembre 2009
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I video: la risorsa delle “Buone Notizie” PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
mercoledì 02 settembre 2009
I video: la risorsa delle “Buone Notizie”

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La risorsa video è forse la tecnologia multimediale per eccellenza. In essa le caratteristiche "visive" (grafica, sfondi, panorami, attori, ecc.) convivono con quelle sonore (dialoghi tra attori, musiche, suoni). Chi realizza video, a meno che non scelga semplicemente di riprendere un evento "a videocamera libera", deve considerare moltissimi aspetti per poter ottenere un buon prodotto finale. Deve porre attenzione alle luci, ai luoghi dove si svolge l'azione, agli attori, ai loro dialoghi, a come si muovono sulla scena, agli aspetti più semiotici in modo che chi guarda il video comprenda al meglio la scena e ciò che il regista vuole "comunicare". Realizzare un video significa dunque considerare tanti aspetti importanti che mettono alla prova chi lo realizza dal punto di vista psicologico, comunicativo, emotivo, ecc...

Il video ha dunque forti componenti didattiche ed è una tecnologia che può apportare molto, sia se semplicemente "fruita" da spettatori sia se realizzata. Non mancano esempi nella scuola di "didattica audiovisiva" e di realizzazione di "progetti video" sia di breve durata (un esempio http://www.screensaver.rai.it/) che di più ampio respiro (l'Italia vanta, tra le altre cose, il festival Giffoni: http://www.giffoniff.it/index.php).
Anche la redazione di Tecnologieducative considera il media video una risorsa importante per la didattica. Da tempo abbiamo destinato un'apposita area del nostro sito a questa tecnologia. Ecco le principali motivazioni che ci hanno spinto a realizzare la sezione video:
● Raccogliere documenti per il nostro mestiere e la nostra pratica educativo-formativa;
● Sperimentare una necessaria educazione ai video per evitare che bambini e ragazzi fruiscano delle risorse video della rete senza strumenti educativi;
● Sperimentare che raccogliere, vedere e produrre video sono un'utile operazione didattica;
● Incentivare e incoraggiare la produzione video. Il video è un prezioso strumento espressivo che, sopratutto con i più piccoli, può incentivare le competenze di narrazione (il ricordo di avvenimenti passati sia personali che storici).
Uno dei motivi che possono incentivare la realizzazione di video può essere il "progetto Buone Notizie" che consiste nella raccolta di piccoli filmati narranti accadimenti positivi avvenuti e registrati soprattutto da bambini e ragazzi. Vi consigliamo di vedere quelli già presenti e di contribuire a questa iniziativa che crediamo assai valida. La redazione di Tecnologieducative è ovviamente sempre disponibile ad accogliere suggerimenti e consigli.

Cogliamo l'occasione per augurare a tutti un buon inizio di anno scolastico!

 
I fumetti didattici animati PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
venerdì 03 luglio 2009
I fumetti didattici animati

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I fumetti didattici animati ™, visibili alla pagina:
http://www.ufottoleprotto.com/fumetti.htm
del sito del maestro Umberto Forlini: www.ufottoleprotto.com
sono qualcosa di veramente unico e speciale.
All’illustrazione fumettistica, che narra storie di varia natura con un linguaggio accattivante pensato pe ri bambini, si affianca l’animazione che fornisce quel movimento tipico dei cartoni animati che ancora nessuno, prima dell' idea brevettata dal maestro di scuola primaria, aveva pensato di legare alla classica nuvoletta.
I fumetti sono disegnati dall’autore al computer, in Macromedia Flash, su una tavola formato 550x768 pixel e corrispondono al classico formato A4. La tecnica, abbastanza complessa, che prevede per ogni personaggio una sotto animazione che va inserita poi nella tavola di partenza, è spiegata su Youtube, all’indirizzo: http://www.youtube.com/ufottoleprotto

I disegni sono stampabili, anche se in questo caso, perdono molto del loro interesse in quanto l’originalità emotiva e didattica del tutto coincide proprio nel fatto che ogni riquadro è animato come un cartoon e vive di vita propria pur amalgamandosi con le sequenze successive.

Il tutto comunque risponde alla fantasia magica che ha sempre dominato i sogni di bambino di Forlini: avere sotto mano un libro in grado di pulsare, di muoversi, con fogli che si agitano e trasmettono in una sola videata (e non in sequenza come per il caso di un cartone animato) tutto quello che hanno da comunicare. Questo plus, affiancato alla sfida che il maestro affronta giornalmente, quella cioè di parlare di temi importanti di letteratura, storia, scienze ecc… (con i fumetti didattici animati™ ha realizzato l’intera Divina Commedia, l’Orlando Furioso, il Vangelo san Matteo, la Genesi, l’Esodo, un intero corso di grammatica italiana, educazione alimentare e civica…e tanto altro ancora, per un totale di 65 fumetti e 1050 tavole a colori ) con uno strumento che egli padroneggia ormai da anni, rendono il prodotto tanto appetibile al punto che Forlini ha inserito nel suo curriculum di insegnante di scuola primaria un’ora di lezione settimanale dove i bambini usano il PC per imparare ad usare Flash, apprendendo la squadratura dei fogli, disegnando nei quadrotti e colorando. Per loro animare è difficile. Ancora riescono solo a creare un disegno statico. L’animazione richiede ben altre competenze, ed è affrontabile nella scuola secondaria inferiore dove Forlini, facilitato dal fatto di insegnare in una scuola privata che abbraccia corsi dalla prima elementare alla quinta liceo, ha tenuto lezioni che hanno dato risultati confortanti…
Altro compito che l’autore si prefigge è quello di formare gli insegnanti perché possano adottare il suo stesso metodo.
Ecco perché è nata una Scuola del fumetto itinerante: http://www.ufottoleprotto.com/scuolafumetto.html dove Forlini impartisce lezioni agli insegnanti con le finalità dichiarate.

 
Documentazione didattica PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
domenica 07 giugno 2009
Documentazione didattica

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Si avvicina la fine dell'anno scolastico: registri, documenti, pagelle, verbali, riunioni e poi tutti in vacanza. In questa frenesia dove finiscono cartelloni, presentazioni, quaderni e tutto il materiale didattico che faticosamente abbiamo prodotto durante l'anno? Forse rimangono appesi alle pareti delle aule vuote, riposti in qualche scantinato buio, archiviati negli hard disk in qualche cartella che difficilmente riapriremo o, ancor meglio, cestinati. Quanta ricchezza didattica poco valorizzata!
La redazione di Tecnologieducative.it invita tutti i colleghi insegnanti che hanno faticosamente prodotto del materiale didattico a metterlo in rete, condividerlo, archiviarlo in un posto sicuro che permetta loro di ritrovarlo e ai colleghi di valorizzarlo.

Condivisione = crescita professionale
La redazione invierà quindi gratuitamente ai primi 50 colleghi che pubblicheranno almeno un materiale nella categoria "Esperienze didattiche" (che si trova nel menu di sinistra "Risorse Didattiche"), una chiavetta USB "Intel education" da 2gb.

Inoltre per ogni utente che attesterà di aver fatto iscrivere un nuovo collega sul sito, verrà inviata una seconda chiavetta USB "Intel education" da 2gb da regalare al collega iscritto.
Come richiedere l'USB Pen-Drive?
È sufficiente inviare una e-mail all'indirizzo redazione@tecnologieducative.it indicando:

  • Il proprio nome utente
  • L'indirizzo di posta completo al quale si desidera ricevere la o le pen drive USB
  • Il nome del progetto pubblicato, l'ordine di scuola, la categoria e il link al materiale
  • Il nome utente e l'indirizzo e-mail del nuovo collega registrato (che deve essere confermato tramite attivazione via e-mail)
Buona fine di anno scolastico e grazie a tutti dell'impegno!!
La redazione di Tecnologieducative.it

 

 
STELLA – Science Teaching in Lifelong Learning Approach PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
martedì 21 aprile 2009
STELLA – Science Teaching in Lifelong Learning Approach

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STELLA è un portale web interattivo e multilingue rivolto a tutti coloro che si occupano di educazione scientifica e vogliono comunicare esperienze, collaborare, scambiare idee e riflessioni su metodologie e didattica.

STELLA è frutto di un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Lifelong Learning Programme 2007-2013, con lo scopo di contribuire ad un vasto rinnovamento dell’educazione scientifica nelle scuole di tutta Europa e di stimolare i giovani, e in particolare le ragazze, ad intraprendere studi e carriere scientifiche.

Il catalogo on line
Dal portale STELLA si accede al Catalogo europeo delle iniziative di educazione scientifica, che contiene le iniziative realizzate o in corso di realizzazione nelle scuole di tutta Europa, direttamente inserite on line dagli insegnanti che le hanno ideate o condotte, attraverso un semplice questionario. Inserire un’iniziativa o un progetto nel catalogo STELLA è facile: basta compilare il questionario on line alla pagina: http://www.stella-science.eu/submit_initiative.php.
 
Strumenti multimediali
Il set di strumenti multimediali per la trasferibilità comprende alcuni strumenti e mini-unità di apprendimento appositamente sviluppati per essere d’ispirazione agli insegnanti sull’uso di diverse applicazioni, quali Powerpoint, Blog, Video, Forum di discussione, eTwinning e altre applicazioni del cosidetto “Web 2.0”, come YouTube, Wikipedia, Flickr, Myspace, Del.icio.us. L’intento è quello di supportare gli insegnanti e le scuole nella documentazione e promozione dei progetti di educazione scientifica e dei loro risultati. Applicazioni web e strumenti multimediali rappresentano infatti un valido aiuto per descrivere e documentare in maniera efficace e dettagliata i progetti e le iniziative scolastiche, coinvolgendo nella documentazione tutti gli attori del processo educativo, compresi allievi e studenti. Gli insegnanti sono invitati ad usare gli strumenti multimediali STELLA e ad inviarci i risultati del loro lavoro, che verranno allegati alla scheda della relativa iniziativa nel catalogo STELLA e quindi condivisi dai colleghi di tutta Europa.

Comunità di pratica
Le "Comunità" sono spazi aperti allo scambio di idee ed esperienze tra scuole, insegnanti e tutti i professionisti dell’educazione scientifica d’Europa. Contattando le redazioni delle singole comunità è possibile proporre articoli e promuovere eventi e progetti a livello nazionale o Europeo.
Su STELLA troverai diversi tipi di Comunità:
Comunità di Pratica nazionali dedicate ad insegnanti, scuole, capi d’istituto, decisori politici, e a tutti coloro che si occupano per professione e per passione di educazione scientifica in ciascun paese partner. Trattano principalmente tematiche a livello nazionale e locale e perciò sono redatte nelle lingue nazionali dei paesi partner.
Comunità di Pratica europea per la collaborazione tra insegnanti, scuole, decisori e professionisti dei diversi paesi europei. La lingua usata in queste pagine è l’inglese.
Comunità dedicata a “Girls and Science” per discutere a livello transnazionale di “ragazze & scienza” ovvero di come si possano incoraggiare le giovani di oggi ad intraprendere percorsi di studio in ambito scientifico. Queste pagine sono in inglese.
Comunità dedicata a “Science education in Europe”, anch’essa in inglese, è pensata per contribuire alla valorizzare di progetti, iniziative e politiche europee per la promozione dell’educazione scientifica.

Forum
I forum sono aperti a tutti coloro che vogliono discutere sui progetti e le iniziative identificate e comprendono sia forum nazionali per discussioni a livello nazionale, sia forum europei per discussioni tra diversi paesi, in lingua inglese.

Per maggiori informazioni visita il portale STELLA: http://www.stella-science.eu
 
BuoneNotizie.it PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
mercoledì 08 aprile 2009
BuoneNotizie.it

"Saper guardare la vita e la realtà con positività significa semplicemente guardare sé stessi e il mondo da un punto di vista diverso"

L'editore di BuoneNotizie.it è un'associazione culturale composta da giornalisti professionisti ed "in erba" nata per divulgare un modello di informazione fatto di notizie positive, cariche di energia e in grado di diffondere in ciascuno fiducia nel futuro e nel mondo che ci circonda. Non segue e non promuove alcuna idea o movimento politico o religioso. Il progetto editoriale dell'associazione comprende il sito internet (www.buonenotizie.it), un periodico bimestrale (spedito ai soci e distribuito in diversi ospedali e cliniche) e la pubblicazione di libri dedicati all'approfondimento di tematiche legate alla positività e al sorriso.

 

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L'Associazione si propone di creare un modello di informazione sostenibile, che si accorga di ciò che non viene raccontato, con la professionalità di chi approfondisce la notizia e non ammette semplificazioni. In contrapposizione a molti dei mass-media attuali i redattori di buonenotizie.it propongono argomenti di attualità offrendo un'informazione definita "libera", raccontando gli eventi da un punto di vista diverso, cercando di evitare allarmismo e senza scadere nel buonismo. Le notizie pubblicate provengono da fonti diverse: agenzie, uffici stampa, mass-media, segnalazioni dei lettori, lavoro dei redattori. Grazie alla rete chiunque può contribuire al giornale suggerendo notizie, argomenti e spunti per il miglioramento del servizio.

BuoneNotizie.it, tra le sue iniziative, ha organizzato un Workshop previsto per sabato 18 e domenica 19 aprile 2009 dal titolo: "Buone notizie: cambiare prospettiva Il ruolo delle notizie positive nel panorama editoriale italiano". Si terrà in Umbria, a Gubbio (PG) presso la "Libera Università di Alcatraz". L’obiettivo delle due giornate è analizzare il ruolo dei mass-media italiani e il modello di informazione attualmente usato, basato sulla spettacolarizzazione e la drammatizzazione della cronaca nera, e promuovere un modo di comunicare più equilibrato e aperto anche ai progressi in atto nella società. Cliccate qui per la brochure del workshop.  

Anche per noi di Tecnologieducative.it le buone notizie sono qualcosa di importante e di propulsivo. Similmente alla visione dell'associazione che abbiamo presentato crediamo che le buone notizie vadano riconosciute nel mondo che ci circonda. Nella sezione "video" del nostro sito (vedi menù a sinistra) desideriamo raccogliere non solo clip sulla didattica ma anche video sulle buone notizie, prodotti da noi o già presenti nel web. Visitiamola con costanza e contribuiamo ad accrescerla ogni giorno.

 

 
Il maestro non deve essere unico PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
venerdì 06 marzo 2009
Il maestro non deve essere unico

Il maestro unico è probabilmente la scelta più nota fra quelle contenute nei cosiddetti “Provvedimenti Gelmini”, che pure ospitano altre decisioni non meno eversive rispetto alla qualità della scuola italiana. Si tratta di una scelta effettuata prima di tutto per risparmiare, lo ha dichiarato espressamente lo stesso Ministro, ma per la quale si sono poi ricercate alcune motivazioni “pedagogiche” al fine di renderla meno rozza e tentare perfino di farla diventare accattivante. La più consistente, fatta propria dallo stesso Presidente del Consiglio, riguarda la necessità di fornire un punto di riferimento educativo “certo” e appunto “unico” agli studenti e alle loro famiglie che risulterebbero frastornati dal dover interagire con un team di docenti articolato e, per di più, a rischio di non essere sempre univoco nei comportamenti pedagogici e didattici.
Decisioni successive, derivanti dalla forte reazione ai provvedimenti ma anche dalla insipienza amministrativa dell’attuale gestione ministeriale che appare specializzata nel fare scelte tecnicamente irrealizzabili, hanno messo in discussione quanto già legiferato sul maestro unico. Quest’ultimo appare oggi collocato in una non ancora chiara pluralità di modelli, con la possibilità che i maestri siano due, tre o ancora di più. Inoltre risbuca nelle parole del Ministro e dei suoi colleghi il concetto di maestro “prevalente” (quindi non più “unico”, ma collega di altri maestri meno importanti) introdotto a suo tempo nel dibattito sulla riforma della scuola dal Ministro Moratti.
Difendere o anche solo argomentare sul piano pedagogico l’operato del Governo su questo tema (come peraltro su tanti altri) appare una missione impossibile. Va affermato con chiarezza che la scelta del maestro unico a chiunque si interessi di educazione appare essere un’enorme sciocchezza. Probabilmente lo era anche nel passato (nonostante le affermazioni fatte perfino su “La Repubblica” da alcuni saggi incompetenti, come Citati e Pirani), ma lo è di sicuro oggi.
E’ una sciocchezza innanzitutto a fronte della qualità della competenza disciplinare richiesta all’insegnante, anche nella scuola primaria. Occorre sapere di più per insegnare agli allievi più piccoli di quanto non sia necessario sapere per insegnare a quelli più grandi. Solo una conoscenza approfondita degli argomenti di studio permette di non presentarli in modo nozionistico, di sostenere percorsi di conoscenza che passino attraverso l’attivazione di esperienze di ricerca e di creatività dell’allievo. E non si può di certo chiedere ad ogni singolo maestro di conoscere bene tutte le discipline…
E’ una sciocchezza sul piano della gestione sociale e relazionale della classe. I gruppi classe sono oggi più che mai caratterizzati da eterogeneità culturale e linguistica: vengono da situazioni familiari e sociali quanto mai diverse per abitudini quotidiane, scelte religiose, modelli educativi. Solo la presenza di più figure di docente può dare la possibilità di una conduzione veramente attenta alla realtà di ogni allievo, in un contesto che rimane comunque problematico. Il maestro unico non può essere una chioccia esclusiva per una covata così contrassegnata da elementi di diversità e specificità.
Infine, se si escludono le scelte individuali che concernono il piano della fede e non quello della ragione, parlare di “unicità” dei punti di riferimento quando si affrontano problemi educativi e culturali appare, oltre che una sciocchezza, una scelta autoritaria e non democratica. Il bambino ha diritto di crescere nella plurilateralità dei punti di vista, a scuola come in famiglia. Ha diritto a confrontarsi con più adulti che a loro volta si confrontano fra di loro. Ha diritto ad essere disintossicato dalla “unicità”, che si nasconde dietro l’apparente varietà dei messaggi della televisione e del mercato, facendo riferimento non ad una sorta di “direttore spirituale”, il maestro unico, che gli insegni il Vero, il Bello e il Buono, bensì ad un gruppo contenuto di docenti disponibili a programmare (con le ovvie difficoltà che questo comporta) percorsi di apprendimento e di socializzazione nei quali la chiarezza si incontri con la pluralità delle idee. Nei quali l’esigenza di non frastornare il bambino sappia comporsi armonicamente con quella di non chiudergli la mente.
Il concetto di maestro unico, sul piano pedagogico, fa solo rima con quello di pensiero unico, cultura unica, lingua unica. E tutto questo propone un futuro troppo ispirato ad un passato del quale non dovremmo mai smettere di vergognarci.
                                                                                                                       Luigi Guerra
                                                                                     preside della Facoltà di Scienze della Formazione
                                                                                                        Università degli Studi di Bologn
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Scacchi e didattica PDF Stampa
Pubblicato da dredd   
martedì 27 gennaio 2009
Scacchi e didattica

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La scacchiera con i pezzi creati dai bambini
con materiale di riciclo

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La nostra partita di scacchi viventi
al Palazzetto dello Sport

Il gioco degli scacchi è stato spesso considerato un gioco d'elite. Esso richiede doti di logica, di memoria e di rigore, ma può diventare alla portata di tutti, anche dei bambini.
Ecco perché nel circolo dove insegno (III Circolo Didattico Madre Teresa di Calcutta sito in Casalnuovo di Napoli) si è scelto di attivare un laboratorio extra curricolare di scacchi per insegnare proprio gli "scacchi didattici".
Questo laboratorio ha lo scopo di far apprendere le regole del gioco e le prime nozioni di tattica in maniera ludica e pratica. Per esigenze didattiche in ogni incontro si tratta un solo argomento o più argomenti omogenei (vedi esperienze didattiche nel sito). Nel gioco degli scacchi la fortuna non c’entra: sulla scacchiera si rappresenta un mondo ideale, cavalleresco e leale dove non esistono le ingiustizie. Ed è, forse, per questa qualità che gli scacchi "didattici" possono essere davvero considerati un’attività scolastica a tutti gli effetti. Insegnano, infatti, ad affrontare e risolvere i problemi, sviluppano la memoria, la pazienza e l’autocontrollo.
E’, inoltre, dimostrato, come si afferma in un articolo scritto con la consulenza del maestro della F.S.I. Adolivio  Capece, che i bambini che seguono corsi di scacchi a scuola migliorano anche nelle altre materie.

Perché "Didattici"?
Strategia- tattica- tecnica
Il bambino che impara le regole generali e i movimenti basilari dei singoli pezzi, si pone poi la domanda di ogni scacchista in erba: cosa fare?
Questo accade perché non conosce ancora la strategia del gioco.
La strategia  è il piano generale per raggiungere lo scopo che ci si è prefissati. Questa si ottiene solamente con l'esperienza e la pratica.
La strategia si compone  di più tattiche, così come un incontro di boxe si compone di più round. A sua volta ogni round si compone di singole "azioni" (cioè il tirar pugni) e questa è la tecnica.
Con la strategia decido dove andare (il piano generale, la guerra)
In matematica: quale percorso devo seguire per la risoluzione di un problema
Con la tattica organizzo i vari pit stop, le varie soste e fermate (le singole battaglie, che però da sole non fanno vincere la guerra)
In matematica: quali operazioni devo eseguire
Con la tecnica scelgo se andare a piedi, in auto, in tram, in aereo, ecc.. (la concretizzazione della tattica)
In matematica: devo saper mettere in colonna e saper fare i calcoli.
E' chiaro che se so dove andare ci arrivo, magari a piedi e dopo anni, però ci arrivo.
Invece se possiedo un aereo e non ho una strategia (cioè non so dove andare)  giro a vuoto, sprecando tempo e carburante...
Quindi…
Strategia: pianifico di attaccare il mio avversario, ad esempio, sull'ala di Donna, così che lui per far fronte al mio attacco su quell'ala, dovrà inviare rinforzi indebolendo così il lato di Re. A quel punto, con l'ala di Re indebolita, sferrerò il mio vero attacco proprio su quell'ala, così da annientare il Re avversario.
Tattica: per sviluppare il mio piano d'azione, (cioè per concretizzare la strategia), decido di prendere possesso, ad esempio, della terza colonna, collocando due torri sulla stessa linea per rafforzare il mio attacco.
Tecnica: per raggiungere il controllo della terza colonna (cioè per concretizzare la tattica) decido di muovere un cavallo così da liberare l'azione delle due torri, anche se magari questo può comportare un indebolimento nel mio schieramento perché quel cavallo controllava delle case importanti.
Il bambino-principiante che si accinge ad esplorare il meraviglioso mondo degli scacchi si deve concentrare su piccoli passi come, ad esempio, quello di catturare un pedone avversario indifeso. Quella sarà la sua strategia, e con la tattica e la tecnica deve cercare di conseguirlo. Se riuscirà in tale impresa, sarà per lui già una grande vittoria! (Anche in matematica, soprattutto nella risoluzione di problemi!).

Per altre informazioni e spiegazioni (obiettivi formativi e specifici, regole del gioco, la partita di scacchi vivente corredata da foto) su questa esperienza:
pattume
www.iiicircolocasalnuovo.it

 
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