. " Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazioneconcreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono"[...].
Vivere la scuola significa anche fare, all'interno di essa, delle esperienze che aiutino a confrontarsi con il mondo.La scelta di analizzare e approfondire il linguaggio dei fumetti , è scaturita dalla consapevolezza che esso occupa una posizione privilegiata, poiché è quasi un ponte tra il mondo della parola scritta, quello delle immagini e quello audiovisivo,.Guidare l’alunno ad orientarsi nella realtà del suo tempo, mediante l’acquisizione di codici interpretativi e di strumenti critici che lo pongano in grado di cogliere la struttura della comunicazione, è compito educativo della scuola.Il fumetto, infatti, è un linguaggio e, come tale, trasmette idee, messaggi, informazioni. Esso ha una sua autonomia, ha delle caratteristiche peculiari e delle possibilità specifiche. Il fumetto appare formato, ad un primo esame superficiale, dall’accostamento e dall’unione di segni appartenenti ad altri linguaggi: la parola scritta, il colore, il suono (espresso con segni grafici), le sequenze, le inquadrature… tutti elementi che provengono dal mondo della parola, o dal mondo della pittura, o dalla fotografia…Ma il linguaggio del fumetto non è la somma di tali elementi, è un vero mezzo di espressione con le sue autonome possibilità; non si tratta di un accostamento di segni, ma di una fusione completa. Tale linguaggio ha la sua «grammatica» e la sua «sintassi», quindi una decodifica è indispensabile.Pertanto è opportuno decodificarne il linguaggio,confrontarlo con altri linguaggi e infine promuovere attività creative, la produzione di fumetti.I contenuti proposti sono stati inizialmente, quelli di vita quotidiana, di storie, di temi occasionali per pervenire poi,ad analizzare la “storia locale”Una storia questa capace di sviluppare nei ragazzi la coscienza di sé. Attraverso la memoria di fatti e passioni si viene a vivere la propria identità , identità di vitalità forte che si esprime, si concretizza in libertà, in autonomia, come valori fondamentali di ogni azione educativa, nella continuità di quanto già la Montessoriaffermava: “ ..... La prima forma dell’intervento educativo dovrebbe avere come oggetto di guidare il bambino per i sentieri dell’indipendenza. Non si può essere liberi se non si è indipendenti: quindi al fine di raggiungere l’indipendenza le manifestazioni attive della libertà personale debbono essere guidate dalla primissima infanzia” . M. Montessori, Maria Concetta Pasquale
...e nel caos, nell' incertezza, nel non sapere dove siamo, chi siamo e a quale compito siamo chiamati...lasciamoci guidare dalla volontà di trasmettere valori universali, contenuti più o meno validi,condivisi o meno, poco importa...è importante educare all'essere, al pensiero originale, creativo...se non rispondente alla normalità, alla produttività,alla competività... non importa...Io penso, io decido, io agisco, io posso...sicuramente non creerà personalità disturbate...
Un attore, un paesaggio, una musica… il cinema emoziona, insegna, diverterte, lil cinema possa creare magie. Finalità1)Favorire l’approccio dei ragazzi al cinema2)Mettere i ragazzi in condizione di decodificare il linguaggio del cinema, affinché comprendano appieno sia i contenuti sia i messaggi che il film trasmette3)Rendere gli alunni consapevoli del fatto che il cinema fa riferimento alla realtà, sia pure elaborandola e trasfigurandola4)Far conoscere agli alunni la complessità dell’universo cinema nel suo duplice aspetto di forma d’arte ricca di potenzialità e d’industria complessa, che richiede la collaborazione di molte persone e l’investimento di capitali spesso ingenti5)Permettere agli alunni di riflettere sulla propria esperienza di spettatori e abituarli a formarsi opinioni personali sui film che vedono, distinguendo il “buon cinema” dal “cattivo cinema” Obiettivi specificiArea cognitivaConoscenze, competenze, abilità da far acquisire agli alunni al termine del modulo1)Conoscere le caratteristiche principali del linguaggio cinematografico (i vari tipi di inquadratura, concetti di scena e di sequenza, angolazioni e luci, movimenti della macchina da presa, significato dei termini più ricorrenti nel linguaggio del cinema) 2)Conoscere le fasi attraverso le quali viene realizzata l’opera cinematografica e le figure professionali che vi lavorano con le relative mansioniArea operativaCompetenze e padronanze concrete, applicative, esecutive, produttive1)Utilizzare queste conoscenze per leggere meglio ed interpretare i film2) Saper ricostruire la trama, i personaggi, l’ambientazione, il genere, le tematiche trattate, i messaggi che il film trasmette, con la guida della dott.ssa Mastronardi che seguirà le proiezioni dei film 3) Scoprire alcune relazioni tra cinema e letteratura, cinema e storia, cinema e geografia, cinema e attualità, etc. 4) Imparare a leggere in maniera critica i film e giungere alla formulazione di un giudizio motivato su di essiArea del saper essereComportamenti complessivi, atteggiamenti e valori acquisiti1)Comprendere, attraverso le tematiche e i messaggi trasmessi nei film, che la violenza e la guerra sono comunque sempre da condannare e che, per la costruzione di un mondo migliore, sono necessari la pace e la tolleranza tra gli individui e i popoli2)Non essere spettatori passivi di fronte messaggi trasmessi dai mass media, porsi sempre in atteggiamento critico e saper distinguere un buon prodotto da uno cattivo, un messaggio positivo da uno negativoMetodologiaLe attività didattiche potranno essere articolate in tre fasi:1)Una parte teorica-Preparazione di un percorso guidato per la lettura dei film da vedere, effettuata i giorni precedenti la visione del film in collaborazione con gli insegnanti. Sarà opportuno analizzare le seguenti sezioni:a)La tramab)La scheda relativa alla regia, agli interpreti, al soggetto, all’origine, etc.;2)Una parte pratica-Visione del film su grande schermo -Partecipazione a “Recensiamo”Verifiche-Recensioni, cioè presentazione del film ad un pubblico di potenziali spettatori, in cui siano messi in rilievo gli aspetti più significativi del film e sia espresso un giudizio personale e motivato-Cineforum nella sala cinematografica sui temi che il film suggerisce e in classe, raccontando proprie esperienze correlate agli argomenti trattati nel film o cercando i riferimenti con le tematiche già studiate in storia, geografia, italiano, educazione civica o in altre materie-Eventuali produzioni di elaborati scritti o pittorici per la partecipazione a “Molisecinema ragazzi”MetodologiaLe attività didattiche potranno essere articolate in tre fasi:1)Una parte teorica-Preparazione di un percorso guidato per la lettura dei film da vedere, effettuata i giorni precedenti la visione del film in collaborazione con gli insegnanti. Sarà opportuno analizzare le seguenti sezioni:a)La tramab)La scheda relativa alla regia, agli interpreti, al soggetto, all’origine, etc.;2)Una parte pratica-Visione del film su grande schermo -Partecipazione a “Recensiamo”Verifiche-Recensioni, cioè presentazione del film ad un pubblico di potenziali spettatori, in cui siano messi in rilievo gli aspetti più significativi del film e sia espresso un giudizio personale e motivato-Cineforum nella sala cinematografica sui temi che il film suggerisce e in classe, raccontando proprie esperienze correlate agli argomenti trattati nel film o cercando i riferimenti con le tematiche già studiate in storia, geografia, italiano, educazione civica o in altre materie-Eventuali produzioni di elaborati scritti o pittorici per la partecipazione a “Molisecinema ragazzi”
È importante creare uno spazio “protetto” dove l’allievo possa mettersi in gioco in piena libertà e scoprire, sciogliendo le proprie resistenze, una sensibilità più sottile e una maggior consapevolezza di sé.Queste qualità, indispensabili per avvicinarsi alle diverse culture, conducono anche ad una migliore espressione nel lavoro e nella vita quotidiana. Per questo, la scuola si rivolge a chiunque voglia migliorare le proprie capacità di comunicazione e di relazione con gli altri.Oltre al percorso del singolo individuo, viene data molta attenzione al lavoro in comune e alle dinamiche di gruppo: quando gli allievi rispettano le diversità dei compagni e le integrano in un’ottica collettiva, vivono un’esperienza più ricca e profonda. Pertanto per prevenire la dispersione scolastica, per una fattiva educazione interculturale si sono sviluppate attività legate a tematiche sulla pace, sul rispetto dell’ambiente, sulla conoscenza di culture lontane dai nostri contesti. Coinvolgenti sono state sia le attività laboratoriali di ceramica e teatro sia le attività motorie.In particolare l’attività laboratoriale di teatro, ha avuto la seguente impronta progettuale:1) Giochi ed esercizi di gruppo I giochi di gruppo veri e propri sono un’eccezionale preparazione al gioco scenico perché implicano ascolto, coinvolgimento, prontezza di reazione e divertimento! Alcuni di essi sono basati sul ritmo, sull’immaginazione, sull’espressione corporea mentre altri più spensierati, insegnano a non prendersi troppo sul serio;2) La musica, il corpo e lo spazio scenicoLa musica ha un effetto straordinario sulle persone: le unifica, le incanta e le attiva dal punto di vista fisico ed emotivo. La musica aiuta l’allievo a sciogliere le sue tensioni, a muovere il corpo come un’unità organica e a sospenderlo in attitudini non quotidiane. Creando delle dinamiche di accordo o contrapposizione, la musica diventa un attore con cui dare vita ad immagini e situazioni teatrali. Progressivamente gli allievi cominciano a lavorare in una dimensione corale per scoprire la giusta relazione con i compagni in rapporto allo spazio scenico;3) La neutralitàTappa importante per la formazione dell’attore è il lavoro sulla neutralità. La maschera neutra sviluppa essenzialmente la presenza dell’attore in relazione allo spazio che lo circonda; lo mette in una condizione di scoperta, d’apertura, di disponibilità a ricevere. Gli permette di guardare, udire, sentire, toccare le cose elementari con la freschezza della prima volta. Quando l’allievo avrà sperimentato questo stato neutro di partenza, il suo corpo sarà disponibile come una pagina bianca sulla quale si potrà scrivere il dramma. 4) Voce e dizioneGli allievi scoprono come il tono, il ritmo e il volume possano essere utilizzati per comunicare nuove e più efficaci sfumature (come i colori di un pittore) donando alla voce una gamma espressiva più ricca e variegata. La dizione è un successivo perfezionamento tecnico che amplifica la forza delle immagini contenute nel testo tramite una corretta e chiara pronuncia delle singole parole. 5) L’immaginazione, il testo e la tecnica narrativaUno degli obiettivi principali dei laboratori è eliminare gli ostacoli che bloccano l’immaginazione. Superando gli “stereotipi”, l’allievo impara ad evocare e a trasmettere con intensità i mondi nascosti in un testo, rendendo un’opera scritta un’esperienza emozionante per chi ascolta. Si racconteranno fiabe, monologhi, sketch, testi letterari o poetici affinché tutte le parole diventino immagini vive e concrete!6) Le improvvisazioni e il Gioco ScenicoLe improvvisazioni sono un punto centrale delle nostre lezioni perché tutti i percorsi si integrano qui con la vita scenica vera e propria. Il corpo, la voce, l’ascolto e l’immaginazione sono messi in moto dal cuore dell’attore che impara ad evocare stati d’animo sempre più intensi e precisi fino ad arrivare al gioco scenico vero e proprio, massima espressione dell'arte teatrale.7) Il testo teatraleTutto quanto è stato appreso viene messo in pratica al servizio di una storia che,fissata sulla carta da un poeta, richiede agli allievi attori un atto di generosità e dedizione per liberarsi dalla pagina e tornare a vivere sopra un palcoscenico davanti al pubblico.